Identitainsorgenti.it: Confronto a Cosenza tra realtà del Sud: così si fa integrazione sociale

Riportiamo l’articolo completo di Identitainsorgenti.com:

Si è svolta ieri, presso la Boxe Popolare di Cosenza, l’Assemblea Nazionale degli Sport Popolari, un incontro in occasione del Meeting Nazionale che ha accolto diverse realtà sportive autogestite e autofinanziate.

Sinergia, relazione, condivisione. Tre parole chiave che hanno caratterizzato la giornata, invogliando i presenti a buttar giù idee e nuove proposte.

Ad aprire l’Assemblea è Gianfranco Tallarico, responsabile dei tecnici sportivi di pugilato e istruttore delle attività ludico motorie della Boxe Popolare: “Dopo quasi 20 anni di percorso, con mille problemi, la repressione poliziesca degli anni ’90, la galera, il carcere speciale dopo i fatti di Genova. Prima al “Gramna” e poi allo Stadio San Vito. Noi siamo ancora qua, orgogliosi di ciò che abbiamo costruito”.

Segue Claudio Dionesalvi, docente e membro attivo della Boxe, che sottolinea l’importanza dello sport popolare per dialogare all’interno dei territori attraverso un linguaggio del corpo, diretto, senza mediazioni, e Giancarlo Costabile, docente Unical, che quasi si emoziona quando definisce la palestra popolare come una “manifestazione di amore laico, una casa comune, una collettività che si scaglia contro l’indifferenza sociale e il disimpegno. Vivere un’esperienza come questa è un dono e chi lavora per tenerla in vita è un educatore alla resistenza e alla dignità.”

Tra le realtà presenti: il CPOA “Rialzo”, uno spazio sociale autogestito a Cosenza; la Brutium Cosenza, una valida alternativa al calcio moderno; l’ASD Mediterranea, una polisportiva nata a Mendicino impegnata nell’offrire a migranti e rifugiati una possibilità di integrazione attraverso il calcio; la Palestra Popolare Corto Circuito di Roma, guidata dal maestro Scacchi, di recente oggetto delle attenzioni della boia repressiva;  la Palestra Popolare di Palermo e la Palestra Popolare di Pisa, che rivendicano lo sport come un diritto di tutti; la Palestra del Quarticciolo, nata nell’omonimo quartiere popolare romano all’interno di uno spazio occupato e strappato ai palazzinari, testimonianza vivente che lo Sport Popolare non è semplicemente al servizio dei quartieri, ma nasce con l’impegno e la determinazione di chi i quartieri li vive; la Palestra Ardita Due Mari di Taranto e la Palestra Ideale Bari, che sottolineano l’importanza di lavorare sui territori attraverso una rete sociale e il confronto. E poi ancora, la Palestra Popolare Morabito, la Spartac Lecce.

Nel pomeriggio, l’Assemblea si conclude con l’intervento delle delegazioni della Palestra Valerio Verbano di Roma e degli Smoked Heads di Campobasso.

Fare Sport Popolare significa non essere marginali, accogliere, guardare il mondo con gli occhi di chi sogna, crede; significa stare al mondo da cittadino e da cittadino sentirsi vivo.

Lo Sport Popolare è una possibilità: la possibilità di guardarsi nell’altro e nell’altro riconoscere se stesso.

Questo l’obiettivo del fare sport. Questo l’obiettivo della Boxe Popolare e delle numerose realtà presenti sul territorio.

Eleonora Greco